domenica 9 febbraio 2014

La mia storia in questo settore nasce grazie all’incontro con il pluripremiato artista Carlo Rambaldi (del quale conservo gelosamente un omaggio, nella fattispecie di un volume di appunti sulla creazione di E.T. di Steven Spielberg), sviluppandosi successivamente in affiancamento con l’americano Jim Boulden della Animal Makers Inc. di Hollywood.




(Claudio Mangini e Jim Boulden)



Nel mondo degli effetti speciali per il cinema (la cui sigla è descritta “SFX” oppure “SPFX”) - con l’avvento degli strumenti digitali -  è stata fatta una distinzione tra questi, e quelli di pertinenza ad altri ambiti specifici.

Con l’accezione “effetti visivi” ci si riferisce alla post-produzione digitale, mentre con "effetti speciali" ci si riferisce a effetti meccanici utilizzati sul set, o agli effetti ottici eseguiti direttamente in camera.
Effetti meccanici – detti anche “effetti fisici” o “effetti pratici”, sono di solito realizzati in sede di pre-produzione e sono fisicamente costruiti e preparati per le successive riprese.

E’ il caso degli “animatronici” (fedeli riproduzioni – per quanto rientra nelle mie competenze) degli animali di scena, i quali sostituiscono quelli veri in particolari punti del film.



(esempio di un pappagallo usato per uno spot)


(con John Nolan ed il regista Enrico Trippa)



(riproduzione di ragno)



(riproduzione di pappagallo)

(riproduzione di gatto)


Trucco prostetico


Sempre riferendosi agli "effetti meccanici", rientra in quest'ambito il "trucco prostetico"; cioè alla messa in opera di finte ferite, abrasioni, alterazioni di pelo (lungo o corto) o colorazioni particolari attraverso prodotti appositi, schiume o siliconi.


(Schnaps con finta ferita sul cranio)





(effetto sporco)






(working on animatronic)

Ogni animale di mia proprietà ha un suo corrispondente animatronico (statico e dinamico)