La mia
storia in questo settore nasce grazie all’incontro con il pluripremiato artista
Carlo Rambaldi (del quale conservo gelosamente un omaggio, nella fattispecie
di un volume di appunti sulla creazione di E.T. di Steven Spielberg), sviluppandosi
successivamente in affiancamento con l’americano Jim Boulden della Animal
Makers Inc. di Hollywood.
(Claudio Mangini e Jim Boulden)
Nel mondo degli effetti speciali per il cinema (la cui sigla è descritta “SFX” oppure “SPFX”) - con l’avvento degli strumenti digitali - è stata fatta una distinzione tra questi, e quelli di pertinenza ad altri ambiti specifici.
Con l’accezione “effetti visivi” ci si riferisce alla post-produzione digitale, mentre con "effetti speciali" ci si riferisce a effetti meccanici utilizzati sul set, o agli effetti ottici eseguiti direttamente in camera.
Effetti
meccanici – detti anche “effetti fisici” o “effetti pratici”, sono di solito
realizzati in sede di pre-produzione e sono fisicamente costruiti e preparati
per le successive riprese.
E’ il caso
degli “animatronici” (fedeli riproduzioni – per quanto rientra nelle mie
competenze) degli animali di scena, i quali sostituiscono quelli veri in
particolari punti del film.
(esempio di un pappagallo usato per uno spot)
(con John Nolan ed il regista Enrico Trippa)
Trucco prostetico
Sempre riferendosi agli "effetti meccanici", rientra in quest'ambito il "trucco prostetico"; cioè alla messa in opera di finte ferite, abrasioni, alterazioni di pelo (lungo o corto) o colorazioni particolari attraverso prodotti appositi, schiume o siliconi.
(Schnaps con finta ferita sul cranio)
(working on animatronic)
Ogni animale di mia proprietà ha un suo corrispondente animatronico (statico e dinamico)









